Domenica 25 settembre 2005
ZURIGO - Incontro il grande fotografo modenese Franco Fontana in occasione del Vernissage di apertura all'esposizione fotografica dal titolo Abstract from Reality,
curata da Giuliana Scimé e organizzata dalla ArteF Galerie di Zurigo,
in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura-Centro di Studi
Italiani in Zurigo.
All'inaugurazione della mostra, aperta al pubblico dal 2 settembre al 12 novembre, erano presenti il Console Generale d'Italia in Zurigo, Ministro Giovanni Maria Veltroni, il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura-Centro di Studi Italiani in Zurigo, Dott.ssa Luisa Pavesio, il Prof. Michele Loporcaro, ordinario di linguistica romanza - linguistica storica italiana all'Università di Zurigo, il Prof. Giuliano Merz, lettore di italiano all'Università di Zurigo, la Prof.ssa Susanna Sguaitamatti- Bassi, Presidente della Società Dante Alighieri di Zurigo.
Nato a Modena nel 1933, Fontana si afferma come fotografo negli anni
Settanta ed è considerato uno dei maestri riconosciuti della fotografia
italiana e tra i piu' grandi maestri ''del colore''.
L'esposizione fotografica presenta una sintesi del lavoro
svolto dal Maestro Fontana in trent'anni di carriera internazionale,
durante i quali ha esposto nei maggiori musei al mondo: dal MoMa
(Museum of Modern Art) di New York al Metropolitan Museum di Tokyo, dal
Victoria & Albert Museun di Londra all'Australian National Gallery
di Melbourne, dal Museo de Arte São Paolo al Kunsthaus di Zurigo.
Franco
Fontana sviluppa un nuovo concetto della natura e del paesaggio urbano
e bluffa il pubblico con la sua creatività. Varcando la soglia della
ArteF Galerie, per un attimo ci si ritrova smarriti di fronte alle
opere del Maestro. Piu' che scatti, le sue opere sembrano quadri,
caratterizzati da luci, forti contrasti cromatici, linee geometriche,
rigore formale, essenziale.
Fontana fotografa il ''Paesaggio italiano''
(Landscape, Basilicata, '78; Baie delle Zagare, Puglia '70
Landscape, Puglia '78), che, per mezzo della sua macchina fotografica
diventa quasi astratto.
Si dedica anche ai ''Paesaggi urbani''
(Urban Landscape, Ibiza '92; Urban Landscape, Los Angeles 2001).
Dai paesaggi Fontana passa alle persone, o meglio alle ombre che
compongono una raccolta titolata ''Presenza/assenza'' (Presence absence, Zurigo, '81; Presence absence, Casablanca '81).
La sua ricerca prosegue attraverso il ciclo dedicato ai ''Nudi'',
dove viene evidenziata la sensualità del corpo femminile (Profilo di
donna, nudo '79), fino ad arrivare alla serie ''Gente'' (People, Los
Angeles 2001; People, Chicago 2001; People, San Francisco 2001). Gente,
che non è gente, che non sembra appartenere al mondo reale.
Nel suo ultimo ciclo ''Asfalti''
(Asfalto, Milano '90; Asfalto, Londra '95; Asfalto, Beverly Hills '99),
ricerca i dettagli delle strade, attraversate ogni giorno da milioni di
persone, di cui non si ha una percezione reale.
Guardo e riguardo le opere, l'impatto visivo ed emozionale è forte.
Allora, mi avvicino al Maestro per cercare di carpirgli qualche segreto
della sua Arte.
''Maestro, che cos'è per Lei la fotografia''?, gli chiedo. ''E'
come la penna per lo scrittore. La penna da sola non esiste, la
macchina fotografica da sola non esiste. E' il mio modo di vita, io
vivo attraverso la fotografia. Nella fotografia trovo quello che ho
dentro, non cerco. Prediligo i paesaggi del Sud, della Basilicata,
della Puglia, li' trovo quello che ho dentro''.
''E' la realtà che cattura l'obiettivo oppure è l'obiettivo che cattura la realtà?''. ''La realtà non esiste. C'è una battuta famosa che dice, '' chi fotografa la realtà, non fotografa niente'', ed è vero.
''Quindi, Lei non fotografa la realtà?'', insisto. ''La
realtà, quale realtà? La mia, la tua, la sua? La realtà è soggettiva,
non è oggettiva. Il mondo lo interpreti per quello che sai,
che hai capito, che hai dentro. Non esistono le cose che vedi,
esistono quelle che fotografi''.
''Per realizzare le Sue opere, ricorre anche al computer?''. ''Certo,
le tecniche al computer ti permettono di realizzare dei colori, quello
che hai nel pensiero e che non è possibile tirare fuori in quel
momento''.
Da ultimo, gli chiedo com'è nata la Sua passione per la fotografia. ''E'
come chiedersi perché si è innamorati di una donna. Non esiste una
sorgente, o meglio esiste, ma non sai da dove salta fuori. Non c'è
niente da spiegare''.
All'esposizione è presente anche la curatrice Giuliana Scimé (diplomata
all'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano), giornalista del
''Corriere della Sera'', docente di Storia della Fotografia presso
l'Università degli Studi di Brescia, esperta delle opere di Franco
Fontana, di cui ha seguito l'evoluzione dai primi anni '70 ad oggi. La
sua presenza mi permette di indagare sul criterio operato per allestire
la mostra e, di conseguenza, sul motivo della scelta del titolo,
Abstract from Reality.
''La mia scelta è partita da un
concetto della fotografia di Franco Fontana che trovo utopico:
l'astrattismo. In anni molto recenti, Franco Fontana ha fotografato gli
Stati Uniti ed è diventato piu' metafisico. Sono questi i due poli
della mia scelta: l'astrattismo e la metafisica, che, in un certo
senso, si conciliano proprio per questa evanescenza dell'immagine. E'
un'immagine reale che deve far pensare. Personalmente, ritengo che la
fotografia serva da stimolo per pensare, l'opera d'arte deva far
pensare e stimolare i nostri meccanismi interiori. Altrimenti è
pura illustrazione''.
ArteF Galerie
Splügengasse 11
8002 Zurigo
Tel. 043 817 66 40
www.artef.com
Orari
da martedì a sabato, ore 13.00-1800
anche su appuntamento